Elezioni europee ed, in parte, amministrative del 25 Maggio scorso. Sconfessati tutti i sondaggi e gli exit poll. Vince il Partito Democratico con il 40.81 dei consensi: mai nella sua, pur breve, storia aveva raggiunto un simile risultato, né alcuno di loro lo prevedeva; eppure è accaduto in un contesto dove la politica nazionale aveva, per l’ennesima volta, presentato il suo volto peggiore fatto di corruzione e spregio dei cittadini.

Cosa succede?

Semplicemente che attorno alla figura politica di Matteo Renzi si va formando un sistema di potere stile “DC anni cinquanta” del Novecento.

Nel confermare che non si tratta della figura di un nuovo, irraggiungibile statista, né tantomeno di un genio politico, egli ha però sinora costruito con abilità una ragnatela di potere che imbriglia le differenziazioni interne e mette in difficoltà i più noti avversari politici.

Ha giocato sull’esito delle ultime elezioni anche un colossale errore di comunicazione da parte del suo principale competitore, Beppe Grillo, il quale ha messo in campo la consueta energia insieme ad una carica distruttiva e negativa della quale l’elettorato più maturo ha provato timore e dalle cui prese di posizione si è allontanato. Oltre a ciò, torniamo a ribadire come il M5S debba presentare, per il futuro, una proposta politica complessiva rivolta alla società europea e nazionale che lo faccia uscire dalle secche della protesta e della sola politica antisistema che oggi lo costringe ad arretrare al 21.15 % dei consensi. Non sarà più possibile rimanere nel limbo dell’indeterminatezza.

Per contro il Partito Democratico dovrà dimostrare che una cosa sono gli annunci, altro è la proposta di governo non demagogica, lungimirante se, come negli intendimenti dichiarati si intende disegnare, proporre un nuovo architrave istituzionale e conseguenti politiche per il lavoro e l’occupazione, la tutela dei diritti del pi? debole, nuovi modelli di convivenza sociale che parrebbero essere anche gli obiettivi di una politica capace di ritornare, se mai lo è stata, al suo vitale ed irrinunciabile ruolo.

ANDREA G. STORTI