Abbiamo atteso qualche tempo per scrivere di questo tema, assai controverso considerate le opposte posizioni, ed oggetto di passioni spesso degenerate in una violenza priva di senso ed ingiustificabile.
Per quanto concerne la questione TAV, chiarisco di essere favorevole alla sua realizzazione: l’unica condizione è che una simile opera , certamente imponente, tenga conto dei problemi di impatto ambientale che essa stessa genera. Altre obiezioni non hanno ragione di esistere se non per quanto concerne l’aggiudicazione dei lavori, all'interno della quale ci si attende una selezione corretta e trasparente. Sembra, tuttavia, che ambedue le situazioni facciano da sfondo alla rivolta delle popolazioni locali, che tanto spazio ha occupato nelle cronache del periodo. Due appunti: risulta che negli anni recenti altre importanti costruzioni infrastrutturali abbiano avuto geograficamente al centro la Val di Susa con implicazioni di carattere conservativo-ambientale, senza che la popolazione del luogo abbia mosso un dito. Ciò farebbe pensare che nella attuale condizione, significativa parte abbiano gruppi di contestazione ispirati da ragioni di altra natura, politico e/o sociale. Se parte non trascurabile hanno i movimenti comunque e sempre insurrezionalisti, è opportuno che il corridoio Torino-Lione sia interamente realizzato senza discussioni infinite. Il secondo aspetto concerne una problematica più generale connessa all'iter di realizzazione, che primaria importanza sta assumendo anche nel caso della realizzazione autostradale in territorio veneto, è peraltro di completamento della rete già esistente.
In questo caso la Regione Veneto sta assumendo un atteggiamento di netta chiusura nei confronti delle istanze di parte delle popolazioni locali e dell’opposizione istituzionale, probabilmente nella convinzione che l’aver ottenuto il via libera da parte, invece, dei sindaci interessati consenta di lasciare inascoltato qualsiasi gruppo di pressione. Ciò non può avvenire quando si tratta di appurare la liceità della prassi intervenuta in fase di prosecuzione dei lavori.
In questo senso entra in gioco il ruolo della politica, nell'accezione più elevata della stessa, cioè quando essa dovrebbe assicurare un processo di positiva sintesi. Obiettivo lontanissimo per la Giunta Regionale del Veneto in carica.
Peraltro le difficoltà del Governo centrale ad?intervenire in materia di contrasto dei fenomeni di corruzione appaiono, nel frangente, evidenti. Quando le rappresentanze periferiche dello Stato mostrano la loro arroganza e protervia il distacco tra cittadini ed istituzioni non può che accrescere. In questa fase abbiamo bisogno di tutto, ma non di questi colpevoli atteggiamenti.
ANDREA G. STORTI
