Un enorme “vaffa” ha sepolto la politica italiana. Non stupisce il successo del ”Movimento 5 Stelle” alle recenti elezioni del 24-25 Febbraio: arriva dopo un paio d’anni di stenti politici dove una presunta classe dirigente ha fatto di tutto e di più per dissipare la pazienza dei cittadini, riuscendovi perfettamente. Non si è trattato semplicemente di cogliere la protesta: se oggi la maggiore forza politica italiana è costituita da un movimento che tre anni fa, di fatto, non esisteva, significa che il confine della mera istanza protestataria viene superato. Ora, il partito che ha comunque ottenuto nei due rami del Parlamento il consenso maggiore, riavutosi dalla condizione di essere primo senza tuttavia riuscire a vincere, ha di fronte due possibili strade: la prima: porre le basi per un accordo di governo con il “Popolo della Libertà” ed aprire la strada al proprio suicidio politico; la seconda: aprire un confronto programmatico con il M5s che sia tradotto in atti di governo, dopo i passaggi costituzionali previsti, tra i quali anche la fiducia parlamentare, senza che siano per questo fissate scadenze temporali o altro. La seconda ipotesi ci pare non facile ma percorribile se ognuna delle due compagini si vuole realmente fare carico della necessità di riscrivere il “sistema” Italia. I possibili elementi di programma comune sussistono ed ambedue le forze sarebbero così in grado di fornire una “risposta alta” in termini politici ai problemi del Paese, probabilmente suffragata dalla maggioranza dei concittadini. ANDREA G. STORTI