Roma, Brescia, Catania, Treviso, Imperia, Viterbo alcune delle città dove ha prevalso il centro sinistra: 16 a 0 nei capoluoghi di provincia; questo l’esito del confronto Pd – PdL nei ballottaggi amministrativi, una partita senza storia. Eppure il dato più importante non è questo: l’affluenza complessiva non supera il 50% e si attesta al 48,6%. Ecco il motivo di un allarme senza precedenti.
I cittadini non riversano nella politica alcun significativo interesse, nessuno escluso. Per contro, la stessa classe politica compie ogni sforzo per allontanarsi dai potenziali elettori; e ci riesce.
Appare uno sterile dibattito sulle forme istituzionali più consone al “sistema” Italia, ricordando come il tema fu introdotto nel lontano 1979 dall'allora Onorevole Bettino Craxi , favorevole all'introduzione del c.d. presidenzialismo, il quale quattro anni dopo diverrà il primo Presidente del Consiglio socialista italiano della nostra storia. Ed ebbe poi termine, di fatto, la parabola politica del P.S.I.
Siamo, oggi, 2013, ancora fermi a questo. Perchè un “governo delle larghe intese” dovrebbe riuscire, nell'arco di diciotto mesi in un processo di riforma costituzionale ed istituzionale importante e, non casualmente, cosi datato? Crediamo che nessuna attuale compagine politica possa intestarsi il successo alle recenti elezioni amministrative, né tanto meno ergersi a supremo baluardo di una riforma infinitamente più grande dei partiti che dovrebbero inscenarla. Infatti, registriamo come il Pd sia molto lontano dalla costruzione stessa di una moderna forza politica autenticamente riformista mentre i fatti più recenti dimostrano che il PdL senza Silvio Berlusconi, antieuropeista reale, non esiste. Il M5S mostra, per ora, il suo tratto dilettantistico, aggrovigliato in vicende di scarsa democrazia. Parliamo, dunque, della grande maggioranza dell’elettorato italiano, e per questa ragione non indulgiamo facilmente all'ottimismo che sembra invece permeare l’azione attuale del governo, senza che, a nostro avviso ne ricorrano gli estremi. Sarà forse l’ottimismo della volontà che, tuttavia, da solo non crea improvvisa crescita. Le casse invece, queste sì, sono desolatamente vuote.
ANDREA G. STORTI
