Le ultime vicende politiche nazionali ed internazionali si intrecciano ma hanno un denominatore comune: la difficoltà della democrazia ed il suo arretramento.
Per quanto concerne l’Italia possiamo dare una lettura degli esiti elettorali riferiti a tre importanti regioni: la Campania, il Veneto e la Puglia. In queste due ultime realtà territoriali non c’era partita e -regolarmente- il Veneto è andato al Centro Destra e la Puglia al Centro Sinistra. Più incerto appariva l’esito elettorale in Campania, ma -al termine- Fico, -candidato del CS- ha raggiunto una percentuale di consensi superiore al sessanta per cento.
Possiamo tuttavia affermare che una vittoria schiacciante è andata all’astensionismo: il 42,64 per cento degli aventi diritto su base nazionale; dunque ben al di sotto del 50 per cento, che nelle precedenti regionali era invece stato superato.
Un segnale d’allarme molto pericoloso.
Al di là del meglio riconoscersi in un candidato Presidente cui comunque obbligano le caratteristiche dei sistemi elettorali, emerge nettamente la profondissima crisi della rappresentatività poichè il parlamento nazionale è da tempo un organismo i cui componenti sono espressione di se stessi o delle figure di spicco dei singoli partiti presenti nell’assemblea. Il sistema dei partiti è ormai privo di significato anche se le attuali fortune dei due maggiori raggruppamenti – “Fratelli d’Italia” e “Partito Democratico”-, partiti che si dedicano oggi in maniera pressochè esclusiva alla gestione del potere “tout court”, sembrerebbero indicare una controtendenza, tuttavia non reale.
Sul fronte internazionale, ancora fronte, purtroppo, di guerra, si assiste al “confronto” tra formazioni politiche filoeuropeiste e nazionaliste.
Ma sconcerta – prima di tutto – l’attuale posizione degli Stati Uniti, non più centro del mondo.
E’ inaudito assistere ad un giustificato atlantismo, dove tuttavia prevale,-grazie a Donald Trump, un collerico antieuropeismo -in qualche misura espressione di una oggettiva difficoltà politica dei rappresentanti europei volonterosi ma poco più,- ma nell’insieme del tutto fuori luogo.
A questo si accompagna una posizione internazionale degli U.S.A. vicina alla RUSSIA come mai nella storia, mentre la CINA è presente ed incombente. Ancora diversa, la posizione dell’IRAN.
Lo Stato di ISRAELE, paese tendenzialmente democratico, assume oggi delle caratteristiche assolutamente incomprensibili ed inaccettabili, personificate da un leader che si distingue in senso criminale.
Si profila, pertanto, una dittatura delle singole autocrazie………….. e la democrazia rischia l’estinzione.
ANDREA G. STORTI
