Salvo sorprese la corsa all’Eliseo si concluderà con il prevalere di Francois Hollande. Tutti i principali indicatori danno questo segnale. Se così sarà, non possiamo esimerci dal trarre qualche considerazione sul passaggio di Nicolas Sarkozy. Presentatosi ai francesi come l’elemento di novità della politica nazionale, egli ha perso per strada le idee guida del suo agire politico.É parzialmente riuscito nell’intento di una riforma del gollismo storico transalpino, cosa della quale vi era bisogno, a favore di qualcosa di indistinto per il quale non sarà comunque premiato. Ha, in queste ultime ore abbandonato quasi del tutto una complessiva visione politica moderata declinando principi in ossequio alla destra, dei consensi della quale avrebbe bisogno per risultare vincitore. Non sembra piacere ai francesi la sua ultima condotta “di frontiera”, che – di fatto – allontana il Paese dall’Europa. Difficile essere in disaccordo. Nicolas Sarkozy non è riuscito ad assumere un ruolo guida in Europa, nonostante tutti i tentativi. É accaduto, così come è stato nei primi anni del Novecento, che la competizione sociale ed economica con la Germania si sia risolta a favore della seconda.

Al Presidente non ancora uscente non è rimasto che accodarsi alle posizioni della Cancelliera tedesca Angela Merkel che ha imposto, in questa prima fase, una politica di esclusivo rigore economico che occorrerà rivedere, avendo come faro non già gli organismi tecnico-economici interni all’Unione, ma la Banca Europea degli investimenti.

Del resto la Francia non ha presentato in questi ultimi anni significativi risultati in termini di avanzamento sociale e, sul versante economico, gravata da un livello di disoccupazione elevato, mitigato, soltanto in parte, da un deficit di bilancio non abnorme come l’italiano.

Non ha, dunque, senso politico divenire improvvisamente sostenitore di una chiusura all’interno dei propri confini soprattutto per quanto concerne i possibili interventi in tema di immigrazione. Un simile atteggiamento sconfessa una direzione europeista oggi più che mai necessaria, nonostante l’evidente negativa congiuntura. Anche per questa ragione una importante pagina politica come “Le Monde”, uno dei maggiori quotidiani francesi, considera folle la permanenza di Sarkozy all’Eliseo.

Sette milioni di voti rappresentano l’ago della bilancia della competizione. Abbiamo ragione di ritenere che potranno risultare decisivi parte dei? circa tre milioni di voti assegnati al primo turno al candidato centrista Francois Bayrou. L’estremismo, in fondo, si staglia all’opposizione.

ANDREA G. STORTI