Il 28 e 29 Giugno scorsi ci consegnano un’ Europa in chiaroscuro dopo l’ennesimo vertice europeo: evento, il cui esito, del resto, confermato in questi giorni, dopo il vertice “Ecofin”, che non ha brillato per chiarezza espositiva.
I risultati sin qui ottenuti rischiano di rappresentare l’ennesima “vittoria di Pirro”, poiché non vi è, alla base, una reale unione economica, né politica. L’unione monetaria procede, perciò, a strappi, a seconda del livello di difficoltà incontrato da ciascun Paese aderente, nella cessione di una parte della propria sovranità nazionale. Questa situazione si presenterà, temiamo, ancora per lungo tempo ed il mercato finanziario globale avrà buon gioco nel tenere sotto scacco una Unione Europea con queste attuali caratteristiche. Il percorso da compiere è, pertanto, ancora lungo ed occorrerà battersi con tenacia assoluta e strategica visione d’insieme, condizioni indispensabili per giungere, in un futuro prossimo, alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa.
Una palese dimostrazione di quanto il percorso possa essere irto di difficoltà è dato dalle singole misure adottate economicamente all’interno dei Paesi membri. La “spending review”, formalizzata in Italia, provvedimento legislativo necessario alla competitività economica, si presenta abberracciata, poco utile in questa veste, valida pressochè esclusivamente per saldo finale. Ha tutte le caratteristiche di una ulteriore manovra economica senza essere statamvarata nominalmente in quanto tale. All’interno vi si leggono, purtroppo, tagli lineari privi di significato perchè, al termine, essi, temiamo, rappresenteranno semplicemente quanto dovranno pagare i singoli cittadini in termini di mancato servizio. É il caso di parte dei tagli alla sanità, dei tagli ulteriori al pubblico impiego, dei non molto ragionati tagli all’organizzazione periferica dello Stato, in più di qualche caso incomprensibili. Peraltro non si conosce la ragione per la quale cinquanta Provincie dovrebbero continuare ad esistere e non si proceda, invece, per esempio ad accorpamenti tra Regioni. A completare il tutto, si apprende che il candidato Presidente del Consiglio per l’attuale PdL alle prossime elezioni politiche del 2013 sarà, nientemeno, che l’On. Silvio Berlusconi. Quando si dice …la distanza dal paese reale…
ANDREA G. STORTI
