Centocinquantacinque Senatori della Repubblica hanno deciso che Mario Lusi, Senatore ex Pd, già tesoriere del disciolto partito della Margherita, sarà un detenuto della Casa Circondariale capitolina. La vicenda è nota ed il suo attuale epilogo sembra restituire anche i parlamentari alla sfera della normalità. Ma non è così. Tacendo dei precedenti, più o meno illustri, pare di dover sottolineare il cattivo odore di completo marcio che promana dalle istituzioni politiche nazionali. É evidente che nulla è cambiato dal 1992 con la sola eccezione che allora si sottraeva principalmente per il Partito di appartenenza, oggi anche e, forse, prima di tutto per sè. L’urgenza di un provvedimento legislativo a freno della corruzione politica ?e non, appare in tutta la sua evidenza, e traccheggiare ancora su di esso rappresenta una offesa ai cittadini italiani. É peraltro solare che i vertici politici della Margherita erano al corrente di buona parte dei comportamenti di Lusi, non foss’altro perché egli costituiva un esecutore e che, pertanto, dovremo attenderci ulteriori sviluppi della vicenda, è come già preannunciato. Nulla cambia.
Quanto ancora dovremo assistere una classe dirigente politica incapace di autoriformarsi, a partire dalle sue modalità di finanziamento?
Questo rimane l’interrogativo centrale. Non l’unico. Riusciranno i nostri rappresentanti a mettere insieme una legge elettorale decente, in tempi consoni??? Altra questione, a nostro avviso, dirimente, perchè se questa questione non viene considerata essenziale, nulla impedirà il permanere della attuale Legge. Il clima volge al pessimismo ed è quello stesso che si respira ultimamente in Parlamento: una sorta di ultima chiamata, del si salvi chi puù, di ultima spiaggia, perfettamente in linea con la totale impresentabilità di molti dei nostri esponenti. In questa situazione, per una volta, i Parlamentari non si sono autoassolti ed uno di loro varcher la porta di un carcere per gravi ipotesi di reato. Non è ancora un segnale positivo, finchè non si restituirà ai cittadini la possibilità di votare nuovamente, al riparo di condizioni economiche almeno decenti.
ANDREA G. STORTI
