Il prossimo 12 Settembre riaprono le scuole italiane di ogni ordine e grado. Poiché giunge l’eco degli ennesimi proclami dell’ennesimo Ministro, è forse opportuno tentare di fare il punto della situazione generale. Quattro i momenti centrali che vanno osservati: le strutture, i dirigenti scolastici, i docenti, il costo della scuola per le famiglie. Per quanto concerne le strutture scolastiche vi è l’urgente necessità di intervento sulle stesse; sono sufficienti alcuni dati: il 36% degli edifici scolastici italiani ha bisogno di manutenzioni urgenti; soltanto nel 58% degli edifici sono presenti le certificazioni di agibilità; il 10,14% degli edifici è costruito secondo criteri antisismici; vengono stanziati 12o milioni l’anno ca. per il fondo di funzionamento di tutta la scuola italiana (Rapporto Ecosistema Legambiente 2011). Ogni commento è superfluo ed una riforma scolastica che possa definirsi seria comincia da qui.

Occorre, poi, anche in questo caso, ridisegnare il sistema di selezione e valutazione della classe dirigente. Abbiamo ragione di ritenere che l’attuale iter sarà, in autunno, sepolto e spazzato via da una valanga di ricorsi e, pertanto, anche questa è urgenza che si ripropone. Certamente possiamo dire di aver conosciuto l’istituto della reggenza.

Anche quest’anno, al 31 Agosto, ci sono, inoltre, circa 50mila docenti supplenti in attesa di conoscere il proprio destino. Da ormai molti anni fucina di precariato, la scuola italiana non ha saputo, spesso consapevolmente, superare questa situazione divenuta endemica e destinata, in queste condizioni, soltanto a riprodursi fatalmente. Assunzioni per concorso, senza che i soggetti si abbrutiscano in lunghissime graduatorie a scorrimento, anno dopo anno. Certo, a condizione che essi siano proposti a cadenza rigidamente biennale. É noto come il prossimo concorso per docenti (Settembre 2012) avrà inizio dopo che il precedente fu bandito e svolto nel 1999.

Ogni famiglia spenderà quest’anno, mediamente, 100 euro in più rispetto al 2011 per mandare i propri figli a scuola (Fonte: Codacons 2012). L’era multimediale che, giustamente, ha mandato in soffitta il cartaceo, per ora produce l’effetto contrario. Anche gli strumenti scolastici innovativi segnano il passo. A che serve il registro elettronico (risparmio presunto annuo per la scuola italiana: 10 Milioni di Euro) se poi il registro di carta rimane in uso?

E le nuove politiche dell’istruzione?

ANDREA G. STORTI