É di qualche giorno fa l’incredibile posizione assunta da Beppe Grillo, leader del Movimento “Cinque stelle” il quale ha sostenuto che … “la cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso”…

É stupefacente. Un soggetto che ha costruito la sua immagine pubblica sulla contrarietà a tutto ed alla classe dirigente politica in generale, incappa sulla conferma della negazione di ciò che, invece, rappresenterebbe un inequivocabile segnale di civiltà. Grillo, peraltro, sostiene che si tratta di un modo per distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi.

Ora, proprio la sua “politica urlata”, ha creato soltanto una deleteria tifoseria, così da rendere marginale anche la positività di alcune delle sue posizioni politiche, con le quali aveva costruito un innegabile consenso.

Ancora, la maggioranza dei cittadini italiani che si suppone favorevole alla concessione della cittadinanza agli stranieri di seconda generazione nati in Italia dimostra una maggiore maturità, rispetto al comico che in questo modo torna ad essere tale. Ci si augura, infatti, che un simile personaggio si occupi nel prossimo futuro ed a tempo pieno del suo lavoro originario. La comicità in politica è già ampiamente interpretata dal movimento della Lega Nord.

ANDREA G. STORTI