Si chiudono le consultazioni del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo governo. Strada in decisa salita dopo l’esito delle elezioni politiche di Febbraio 2013. Stante l’attuale non disponibilità del Movimento 5 Stelle non si vede all’orizzonte alcunché di significativo, con buona pace di Pierluigi Bersani e del suo partito di sostanziali nullità.

Colpisce, e fa male, invece, l’essere oggi a conoscenza che nel 2007 venne varata ed ebbe per protagonisti Silvio Berlusconi, il Sen. Sergio De Gregorio, ed emissari dell’ Ambasciata U.S.A., con il coinvolgimento, poi lasciato cadere, del Ministro Clemente Mastella, la c.d “Operazione Libertà”( 3 milioni di euro versati al Senatore per il passaggio tra le fila del Centro Destra; 5 Milioni di euro promessi ad altro esponente dell’allora I.d.V. – , i peggiori in questo senso sono stati sempre loro, – per analogo risultato, destinato a far cadere il Governo Prodi, come poi avvenne). La vicenda, se provata, è a dir poco raggelante, perché sancisce un gravissimo episodio di corruzione politica nell’ambito diretto dei poteri dello Stato.

Con un tale viatico, i passaggi costituzionali ai quali stiamo assistendo, per prassi, in questi giorni assumono uno scarso rilievo, ed alcuni elementi positivi (l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato, la proposta di piattaforma programmatica del M5S per 19 punti su 20,?l’incardinare il problema dei costi della politica tra i principali nodi da sciogliere) potrebbero essere poca cosa.

É forse pensabile che la straordinarietà ed assoluta precarietà del momento possa portare ad una rapida approvazione di una nuova Legge elettorale, così come sarebbe dovuto accedere a tempo debito, nonché di un sostanziale accordo sul nome del futuro Presidente della Repubblica che possa sciogliere le Camere e portare, in tempi brevi, ad una nuova, utile, consultazione elettorale?

Non mi sembra fantapolitica e, del resto, forse nessun’altra soluzione è possibile. L’urgenza delle questioni reali da risolvere, soprattutto in economia, non lascia alibi e nel contesto internazionale non si starà a guardare a lungo.

ANDREA G. STORTI