L’odierna notizia è di quelle che lasciano stupefatti. Il Ministro dell’Interno Anna M.Cancellieri ha reso noto che gli studenti universitari italiani impegnati all’estero con il progetto ERASMUS non potranno, di fatto, votare alle prossime elezioni politiche di Febbraio 2013, salvo rientrare in Patria per volontà propria ed a proprie spese. Questa situazione che coinvolge circa ventiquattromila persone, si ritiene dotate di diritti civili e politici, verrà portata in discussione al Consiglio dei Ministri previsto per il 22 Gennaio prossimo. Al di là dell’evoluzione della questione che ci auguriamo positiva, siamo di fronte all’ennesima manifesta incapacità della classe dirigente politica del nostro Paese.

Per circa cinque anni i nostri rappresentanti in Parlamento non hanno mai nemmeno pensato di garantire i diritti politici e civili di ciascun cittadino, pur avendo dimostrato una certa solerzia nel proporre, com’è noto, innumerevoli interventi legislativi perfettamente inutili o, peggio, ad personam. Recentemente, il Presidente del Consiglio uscente ha rivolto ai cittadini italiani un appello in vista del voto ad evitare di indirizzare il proprio consenso verso una sterile e dannosa protesta, ricordando come, per esempio, l’avvalersi della scelta di votare rappresenti una forma di concreto aiuto alla politica.

Ecco, il punto è proprio questo. Prima di tutto, merita questa classe politica una qualsivoglia forma di aiuto?

Certamente no.

Sembrava ci avviassimo, con enorme fatica, ad una forma di rinnovamento, costretto. Probabilmente ci siamo sbagliati. Prediligiamo ancora, ma non durerà a lungo, il senso umoristico della cosa, che non è soltanto inglese. Ci differenzia il contesto che i politici italiani non riescono mai a cogliere.

Abbiamo dimostrato, per il momento, una sola coerenza il cui elemento di novità ci era, forse, inizialmente sfuggito: si voterà a fine Febbraio in modo che Carnevale possa durare. I frizzi e lazzi della campagna elettorale stanno là a dimostrarlo. Ma non avevamo qualche problema da risolvere?

ANDREA G. STORTI