La settimana che termina racchiude un evento politico nazionale molto importante: le dimissioni ufficiali di Giorgio Napolitano da Capo dello Stato. Più volte su questo blog abbiamo analizzato, sostenuto, criticato sue posizioni, ne abbiamo segnalato la tempestività o meno, abbiamo atteso una sua nuova presa di posizione o ne abbiamo sottolineato l’assenza. Oggi, possiamo, come si suole dire, tirare una riga.
Non è stato un buon Presidente perché ha spesso prevaricato le sue funzioni.
Non è stato il Presidente di tutti gli italiani. La compagine di centro destra ha, in questo senso, tuttavia, poco di cui lamentarsi. Napolitano ha garantito la sopravvivenza politica di Silvio Berlusconi attraverso il varo del governo Monti, invece di mandare immediatamente gli italiani al voto (2011); ha firmato il “Lodo Alfano” ed il “Legittimo impedimento”. Ha inoltre ordinato la distruzione delle intercettazioni Stato – Mafia contribuendo a negare ai cittadini italiani la verità su questo inquietante aspetto.
Considerando, invece, aspetti più recenti, verso il termine del suo primo mandato ha controfirmato la “Legge Fornero” e, nel periodo dell’attuale governo, ha sottoscritto lo “Sblocca Italia” ed il “Jobs Act”:
Un Parlamento delegittimato lo ha inoltre eletto per un secondo mandato -accettato- tenendo un discorso di insediamento nel corso del quale egli stesso ha fatto a pezzi l”attuale condizione della politica italiana.
In questo ultimo contesto spesso si ribadisce che non era forse possibile agire diversamente poiché la situazione nazionale, in particolare economica era vicina al collasso; ma il tempo successivo ha sin qui dimostrato che non era così e che egli ha progressivamente agito creando di fatto in prima persona condizioni politiche da lui stesso evidentemente ritenute ineludibili. Il passaggio da un ruolo del Capo dello Stato esclusivamente formale ad uno di protagonista indiscusso della scena politica inaugurato all'inizio degli anni Novanta del Novecento da Francesco Cossiga ha trovato circa vent'anni dopo in Giorgio Napolitano un puntuale realizzatore. Una Italia ancora relegata ad un ruolo marginale in Europa nonostante il semestre di Presidenza della Comunità del quale nessuno sembra essersi accorto, meritava forse un Presidente diverso.
ANDREA G. STORTI
