Alle recenti elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale della Sicilia abbiamo assistito ad un esito per alcuni versi sorprendente. Prima di tutto una astensione record: ha votato il 47,4% degli elettori aventi diritto. Per la prima volta nella storia della Sicilia il Parlamento della Regione è eletto da meno del 50% dei cittadini. Inaudito.

Sarebbe sufficiente questo dato a certificare l’assoluto fallimento dell’attuale sistema dei partiti che assume peraltro un rilievo nazionale. A riprova di ciò si consideri come il primo partito della Regione è oggi il “Movimento 5 stelle” di Grillo che circa un anno fa non esisteva. Il “Popolo della Libertà”, asse portante della così detta “seconda Repubblica” passa, nel confronto con l’esito delle precedenti Regionali 2008 (quattro anni), dal 33,4 al 12,9 dei consensi ottenuti. L’altra gamba di questo legno abbondantemente marcio, espressione di una “nomenclatura politica” ormai estinta, il Partito Democratico, pur vincitore, è arretra, considerata la stessa tipologia di elezione, dal 18,8 % al 13,5 %. L’ U.d.C. di P. Casini, terza compagine politica che sostiene l’attuale Governo Monti, si attesta al 10,9 % contro il 12,5% delle Regionali precedenti.

I numeri, a volte e mai come in questo caso, riescono a trarre in inganno. Non serve altro da aggiungere.

Che cosa ci attenderà alle politiche di Aprile 2013 in Italia?

Fortunatamente uno squarcio d’azzurro arriva nell’odierna giornata da oltre Oceano. Barack Obama è confermato Presidente degli Stati Uniti d’America. Tutt’altra storia.

ANDREA G. STORTI