In tema di nuovo sistema elettorale, se tutto procede per il meglio il Senato della Repubblica licenzierà un testo a fine Ottobre. La nuova Legge elettorale deve essere pronta al massimo entro l’Epifania. Ma occorre un accordo di ferro tra i partiti allo scopo di rispettare ciascuna cadenzamintermedia. Ad oggi non pare proprio possibile. Abbiamo compreso che gli scogli sono essenzialmente due: il premio di maggioranza da assegnare percentualmente al primo partito o coalizione; la reintroduzione delle preferenze oppure in alternativa il disegno di nuovi, ridotti collegi elettorali. Dopodiché, le compagini politiche si acconceranno ad accettare un ritorno al sistema proporzionale, non si conosce ancora in quale misura.
La realtà è, come spesso accade, di altra natura.
Un nuovo sistema elettorale per fare che cosa?
Un nuovo governo ed un nuovo Capo dello Stato.
La partita è , dunque, più complessa e di più importanti proporzioni. Dopo una possibile mediazione estiva, poi accantonata, ed il lavoro attuale della Commissione Affari Costituzionali del Senato, occorrerebbe, senza dubbio, una accelerazione che tenga conto dei continui moniti sull’argomento proposti dal Presidente della Repubblica. Sono ben 41 le proposte di Legge per la riforma delle norme di voto che sono state depositate, nel corso degli anni, soltanto a Palazzo Madama e la Legge di riforma elettorale attualmente in vigore è ormai datata 2005. Quest’ultima non piace a nessuno, tutti sostengono che la parola va restituita effettivamente agli elettori, eppure il rischio di un “Porcellum, seconda edizione” è alquanto concreto. L’unica via d’uscita effettiva è un Mattarellum – bis come ”forzatura” che sembra ormai necessaria. Un decreto Legge in materia elettorale che consenta una consultazione elettorale degna d’un Paese civile?
Sì, se il Parlamento non sa o non è capace di fare il suo lavoro.
ANDREA G. STORTI
