Dopo il varo della manovra finanziaria correttiva da parte del Cdm, il decreto “salva-Italia” – come Monti stesso lo ha definito – è stato firmato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Questo un primo passo, è solo l’inizio”: così Monti ha esordito nel presentare ieri in Parlamento il pacchetto di “riforme di grande portata che sono possibili e socialmente sostenibili solo se basate su un’equa ripartizione dei sacrifici e la scelta equilibrata delle materie su cui intervenire”.

E ha aggiunto:

“Chiedo comprensione per un fatto costitutivo di questo nostro governo:nessuno dei vostri gruppi sarà contento e soddisfatto di ciò che abbiamo portato qui. Non potete esserlo, è nella natura di questo governo cercare di far contribuire il paese con sacrifici ragionevoli e distribuiti in modo equo, finalizzati a un’operazione nell’interesse comune”. “Senza questo pacchetto” – ha avvertito sempre Monti – “l’Italia crolla, va in una situazione simile a quello della Grecia, paese per il quale abbiamo grande simpatia ma che non vogliamo imitare”.

Dopo il passaggio al Quirinale, non si esclude il ricorso al voto di fiducia per evitare inutili rischi alla Camera o al Senato.