É di questi giorni la notizia ufficiale che l’On. Silvio Berlusconi non si candiderà quale Presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche di Aprile 2013 in rappresentanza della coalizione di centro destra. Ha termine una parabola politica iniziata nel 1994 all'insegna della cultura del lavoro e dell’operosità e della conseguente ricchezza. Null'altro. Egli ha saputo vendere, in periodi diversi, ai cittadini italiani un sogno che questi ultimi hanno, a maggioranza, voluto acquistare, ritenendo che una simile stella del firmamento avrebbe indubbiamente finito per illuminare anche gli attenti discepoli. Il corso di questi lunghi diciott'anni ha detto che non è così.
Giunge, quasi contemporaneamente , una condanna in prima istanza a quattro anni di reclusione dei quali tre condonati per precedente indulto e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, per frode fiscale del gruppo Mediaset nei confronti dello Stato italiano di cui, sino a Novembre 2011, Silvio Berlusconi era Presidente del Consiglio dei Ministri.
L’ interessato a questo punto, tenta di “rovesciare il tavolo” chiamando indirettamente in causa l’attuale Governo Monti sostenendo alcune ragioni che dovrebbero portare alla crisi del Governo stesso ed alle conseguenti elezioni anticipate, ancora non si comprende con quale Legge elettorale. Peraltro si avverte indistintamente anche una forma di contrarietà all'attuale gruppo dirigente del Popolo della Libertà, tale da far ritenere che Silvio Berlusconi coltivi la sua solitudine politica.
Sembra una descrizione fumettistica, ma poiché si tratta dell’Italia, essa appartiene, purtroppo, alla realtà.
Ci asteniamo da ogni ulteriore commento.
ANDREA G. STORTI
