di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Il prossimo 12 Settembre riaprono le scuole italiane di ogni ordine e grado. Poiché giunge l’eco degli ennesimi proclami dell’ennesimo Ministro, è forse opportuno tentare di fare il punto della situazione generale. Quattro i momenti centrali che vanno osservati: le strutture, i dirigenti scolastici, i docenti, il costo della scuola per le famiglie. Per quanto concerne le strutture scolastiche vi è l’urgente necessità di intervento sulle stesse; sono sufficienti alcuni dati: il 36% degli edifici scolastici italiani ha bisogno di manutenzioni urgenti; soltanto nel 58% degli edifici sono presenti le certificazioni di agibilità; il 10,14% degli edifici è costruito secondo criteri antisismici; vengono stanziati 12o milioni l’anno ca. per il fondo di funzionamento di tutta la scuola italiana (Rapporto Ecosistema Legambiente 2011). Ogni commento è superfluo ed una riforma scolastica che possa definirsi seria comincia da qui.
Occorre, poi, anche in questo caso, ridisegnare il sistema di selezione e valutazione della classe dirigente. Abbiamo ragione di ritenere che l’attuale iter sarà, in autunno, sepolto e spazzato via da una valanga di ricorsi e, pertanto, anche questa è urgenza che si ripropone. Certamente possiamo dire di aver conosciuto l’istituto della reggenza.
Anche quest’anno, al 31 Agosto, ci sono, inoltre, circa 50mila docenti supplenti in attesa di conoscere il proprio destino. Da ormai molti anni fucina di precariato, la scuola italiana non ha saputo, spesso consapevolmente, superare questa situazione divenuta endemica e destinata, in queste condizioni, soltanto a riprodursi fatalmente. Assunzioni per concorso, senza che i soggetti si abbrutiscano in lunghissime graduatorie a scorrimento, anno dopo anno. Certo, a condizione che essi siano proposti a cadenza rigidamente biennale. É noto come il prossimo concorso per docenti (Settembre 2012) avrà inizio dopo che il precedente fu bandito e svolto nel 1999.
Ogni famiglia spenderà quest’anno, mediamente, 100 euro in più rispetto al 2011 per mandare i propri figli a scuola (Fonte: Codacons 2012). L’era multimediale che, giustamente, ha mandato in soffitta il cartaceo, per ora produce l’effetto contrario. Anche gli strumenti scolastici innovativi segnano il passo. A che serve il registro elettronico (risparmio presunto annuo per la scuola italiana: 10 Milioni di Euro) se poi il registro di carta rimane in uso?
E le nuove politiche dell’istruzione?
ANDREA G. STORTI
di Andrea G. Storti | Documenti, Elezioni, Europa, Evidenza, Italia
Facciamo il punto sul possibile scenario generale politico per l’Italia di Settembre 2012. Non ancora del tutto superata l’eventualità, in sè remota, di nuove elezioni per Novembre di quest’anno. É noto che parte consistente del Popolo delle Libertà attuale si situa favorevolmente a questa ipotesi; con loro una parte non assolutamente significativa del Pd e le compagini oggi all'opposizione.
I tempi tecnici in teoria ci sono, a patto di chiudere con una nuova legge elettorale entro Settembre; in quel caso il Capo dello Stato non precluderebbe la via ad una consultazione anticipata. Ma il palco, piuttosto traballante, rischia di crollare miseramente proprio però una non intesa sulla nuova Legge elettorale, che se arriverà sarà sul filo di lana come si addice magnificamente ai nostri politici. Poiché si procede molto lentamente e con passo decisamente incerto, è possibile un naufragio nelle vicinanze della terra.
Stando alla bozza di accordo non ancora presentata da alcuna forza politica, un elemento balza tuttavia all'occhio: si tratta indubitabilmente di un ritorno al sistema proporzionale; come a dire che in Italia il vento del maggioritario è spirato per qualche anno per poi soccombere nuovamente. E la cosa è di una tristezza infinita.
Così come perde forza il vento dell”Europa. Le ultime prese di posizione della Germania in tema di contenimento dell’effetto spread e relative alla condizione della Grecia non autorizzano alcun segnale positivo. I cittadini ellenici hanno compreso che una volta usciti dalla moneta unica non saranno nessuno e, pertanto, non hanno?alternativa al rigoroso rispetto degli impegni finanziari presi.La Germania dovrebbe altresì comprendere che non può dirsi Europa da sola, e che la strada verso un futuro migliore in senso europeo non coincide esclusivamente con il termine rigore, per lo più in senso assoluto. Il ruolo dell’Italia, accresciuto nel tempo in Europa per merito di Mario Monti, così come è invece andato perdendosi a livello interno,di spingere nella direzione di un maggiore equilibrio di poteri tra gli Stati aderenti all'Unione Europea e nell'ambito di ciascun territorio nazionale attraverso una più marcata progressiva cessione di sovranità. Una scommessa che deve ancora essere vinta.
ANDREA G. STORTI
di Andrea G. Storti | Documenti, Elezioni, Europa, Evidenza, Italia
Vorremmo evitare, qualora i maggiori partiti politici italiani sottoscrivano un accordo in materia elettorale, che si trattasse di un pasticcio molto simile alla precedente Legge. Pertanto,
- SISTEMA MISTO (70% COLLEGI UNINOMINALI – 30% LISTE PROPORZIONALI);
- INDIVIDUAZIONE DI NUOVI COLLEGI ELETTORALI DI PIU’ RIDOTTE DIMENSIONI;
- “SOGLIA DI SBARRAMENTO” AL 4% PER ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO, IN ENTRATA PER CIASCUNA FORZA POLITICA;
- ISTITUZIONE DI UN “PREMIO DI MAGGIORANZA” PER ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO? PER LA COALIZIONE RISULTATA VINCITRICE.
Queste le quattro condizioni minimali che riteniamo propedeutiche ad una nuova disciplina elettorale all’altezza di un Paese civile ed europeo.
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Il 28 e 29 Giugno scorsi ci consegnano un’ Europa in chiaroscuro dopo l’ennesimo vertice europeo: evento, il cui esito, del resto, confermato in questi giorni, dopo il vertice “Ecofin”, che non ha brillato per chiarezza espositiva.
I risultati sin qui ottenuti rischiano di rappresentare l’ennesima “vittoria di Pirro”, poiché non vi è, alla base, una reale unione economica, né politica. L’unione monetaria procede, perciò, a strappi, a seconda del livello di difficoltà incontrato da ciascun Paese aderente, nella cessione di una parte della propria sovranità nazionale. Questa situazione si presenterà, temiamo, ancora per lungo tempo ed il mercato finanziario globale avrà buon gioco nel tenere sotto scacco una Unione Europea con queste attuali caratteristiche. Il percorso da compiere è, pertanto, ancora lungo ed occorrerà battersi con tenacia assoluta e strategica visione d’insieme, condizioni indispensabili per giungere, in un futuro prossimo, alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa.
Una palese dimostrazione di quanto il percorso possa essere irto di difficoltà è dato dalle singole misure adottate economicamente all'interno dei Paesi membri. La “spending review”, formalizzata in Italia, provvedimento legislativo necessario alla competitività economica, si presenta abberracciata, poco utile in questa veste, valida pressochè esclusivamente per saldo finale. Ha tutte le caratteristiche di una ulteriore manovra economica senza essere statamvarata nominalmente in quanto tale. All'interno vi si leggono, purtroppo, tagli lineari privi di significato perchè, al termine, essi, temiamo, rappresenteranno semplicemente quanto dovranno pagare i singoli cittadini in termini di mancato servizio. É il caso di parte dei tagli alla sanità, dei tagli ulteriori al pubblico impiego, dei non molto ragionati tagli all’organizzazione periferica dello Stato, in più di qualche caso incomprensibili. Peraltro non si conosce la ragione per la quale cinquanta Provincie dovrebbero continuare ad esistere e non si proceda, invece, per esempio ad accorpamenti tra Regioni. A completare il tutto, si apprende che il candidato Presidente del Consiglio per l’attuale PdL alle prossime elezioni politiche del 2013 sarà, nientemeno, che l’On. Silvio Berlusconi. Quando si dice ...la distanza dal paese reale...
ANDREA G. STORTI
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Centocinquantacinque Senatori della Repubblica hanno deciso che Mario Lusi, Senatore ex Pd, già tesoriere del disciolto partito della Margherita, sarà un detenuto della Casa Circondariale capitolina. La vicenda è nota ed il suo attuale epilogo sembra restituire anche i parlamentari alla sfera della normalità. Ma non è così. Tacendo dei precedenti, più o meno illustri, pare di dover sottolineare il cattivo odore di completo marcio che promana dalle istituzioni politiche nazionali. É evidente che nulla è cambiato dal 1992 con la sola eccezione che allora si sottraeva principalmente per il Partito di appartenenza, oggi anche e, forse, prima di tutto per sè. L’urgenza di un provvedimento legislativo a freno della corruzione politica ?e non, appare in tutta la sua evidenza, e traccheggiare ancora su di esso rappresenta una offesa ai cittadini italiani. É peraltro solare che i vertici politici della Margherita erano al corrente di buona parte dei comportamenti di Lusi, non foss’altro perché egli costituiva un esecutore e che, pertanto, dovremo attenderci ulteriori sviluppi della vicenda, è come già preannunciato. Nulla cambia.
Quanto ancora dovremo assistere una classe dirigente politica incapace di autoriformarsi, a partire dalle sue modalità di finanziamento?
Questo rimane l’interrogativo centrale. Non l’unico. Riusciranno i nostri rappresentanti a mettere insieme una legge elettorale decente, in tempi consoni??? Altra questione, a nostro avviso, dirimente, perchè se questa questione non viene considerata essenziale, nulla impedirà il permanere della attuale Legge. Il clima volge al pessimismo ed è quello stesso che si respira ultimamente in Parlamento: una sorta di ultima chiamata, del si salvi chi puù, di ultima spiaggia, perfettamente in linea con la totale impresentabilità di molti dei nostri esponenti. In questa situazione, per una volta, i Parlamentari non si sono autoassolti ed uno di loro varcher la porta di un carcere per gravi ipotesi di reato. Non è ancora un segnale positivo, finchè non si restituirà ai cittadini la possibilità di votare nuovamente, al riparo di condizioni economiche almeno decenti.
ANDREA G. STORTI