di Andrea G. Storti | Italia
Come previsto e, tra non poche polemiche, il premier Mario Monti si è concesso ieri a “Porta a Porta”, il programma condotto da Bruno Vespa, per illustrare le misure contenute nella manovra correttiva.
Monti da Vespa: "Molti sacrifici, ma gli italiani capiranno"
Monti ha esordito parlando di “sacrifici”:
“Ho chiesto sacrifici pesanti agli italiani ma l’alternativa era il rischio di non poter pagare gli stipendi e le pensioni. Senza questi sacrifici, l’Italia avrebbe fatto la fine della Grecia”.
Monti ha poi toccato la questione delle aliquote Irpef, dichiarando che il loro innalzamento non è nel programma del Governo, e della tassa sulla casa giustificando la Super Imu (ecco come calcolarla):
“La prima casa è una cosa importante per la vita dei cittadini ma è anche una cosa che consuma risorse pubbliche: ci vogliono infrastrutture intorno alle case, le città costano. In tutti i paesi anche la prima casa contribuisce al mantenimento dei servizi pubblici”.
Il ministro del Welfare, Elsa Fornero (guarda il video con la parodia di Crozza), è intervenuta invece a Ballarò, dove ha detto che il governo è pronto a rivedere l’indicizzazione delle pensioni, a patto che si trovi una misura in gradi di coprire il saldo della manovra.
di Andrea G. Storti | Italia
Dopo il varo della manovra finanziaria correttiva da parte del Cdm, il decreto “salva-Italia” - come Monti stesso lo ha definito – è stato firmato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Questo un primo passo, è solo l’inizio”: così Monti ha esordito nel presentare ieri in Parlamento il pacchetto di “riforme di grande portata che sono possibili e socialmente sostenibili solo se basate su un’equa ripartizione dei sacrifici e la scelta equilibrata delle materie su cui intervenire”.
E ha aggiunto:
“Chiedo comprensione per un fatto costitutivo di questo nostro governo:nessuno dei vostri gruppi sarà contento e soddisfatto di ciò che abbiamo portato qui. Non potete esserlo, è nella natura di questo governo cercare di far contribuire il paese con sacrifici ragionevoli e distribuiti in modo equo, finalizzati a un’operazione nell’interesse comune”. “Senza questo pacchetto” – ha avvertito sempre Monti – “l’Italia crolla, va in una situazione simile a quello della Grecia, paese per il quale abbiamo grande simpatia ma che non vogliamo imitare”.
Dopo il passaggio al Quirinale, non si esclude il ricorso al voto di fiducia per evitare inutili rischi alla Camera o al Senato.
di Andrea G. Storti | Elezioni
In Russia si sono svolte nel weekend le elezioni parlamentari. Il partito di Vladimir Putin ha ottenuto la maggioranza ma è stato ridimensionato: infatti ha perso, rispetto alle consultazioni precedenti, un terzo dei voti.
Riporta la Reuters che Russia Unita ha ottenuto il 49,5% dei voti, rispetto al 64% di quattro anni fa. Putin quindi ottiene sè la maggioranza alla Duma, con 238 seggi su 450, ma si tratta di un risultato comunque inferiore alle aspettative.
Parallelamente per sia l’opposizione che gli osservatori dell’Osce hanno parlato di possibili brogli e violazioni. Spiega l’agenzia di stampa che gli osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno rilevato che “le elezioni erano ben organizzate, ma durante il conteggio dei voti la qualità della procedura si è deteriorata in modo significativo”.
Sono stati segnalati “gravi indizi che le urne fossero state riempite in precedenza”.
Anche il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha detto di nutrire “gravi preoccupazioni” sulla regolarità delle elezioni, ha precisato il Corriere.
Ci sarebbero stati infatti anche alcuni cyberattacchi sia contro il sito web degli osservatori russi indipendenti di Golos che contro alcuni siti di informazione.
Il presidente russo Dmitri Medvedev ha replicato: “Russia Unita ha ottenuto esattamente quello che aveva, niente di più e niente di meno: in questo senso le elezioni sono state oneste, regolari e democratiche”
Elezioni Russia 2011: vince il partito di Vladimir Putin, si parla di possibili brogli
Il Partito comunista ha già annunciato un ricorso presso la Corte suprema.
Intanto, mentre erano aperte le urne, ci sono state diverse azioni di protesta, e alcune si svolgeranno anche nelle prossime ore. Leggiamo sempre sul quotidiano:
"Dopo le 260 persone fermate domenica a Mosca per manifestazioni non autorizzate, per contestare la legittimità del voto, le 65 persone fermate a San Pietroburgo, e le 25 a Nizhni Novgorod, altre agitazioni sono previste per le prossime ore. Le varie organizzazioni dell’opposizione, da Altra Russia a Solidarnost, hanno organizzato un raduno via Facebook per lunedì sera, 500 finora le adesioni. Indetto anche un meeting, nella centrale Piazza Pushkin, dei partiti ammessi nell’ultima competizione elettorale: ci saranno i comunisti del Kprf, i liberal democratici di Zhirinovskij, Russia Giusta e il filo occidentale Jabloko (Mela). Anche loro insoddisfatti del risultato ufficiale e pronti a denunciare ancora una volta pesanti brogli a favore del partito di governo. Anche dall’altra parte della barricata, i giovani pro Cremlino hanno scelto la strada: settemila ragazzi si sono radunati in Piazza del Maneggio, secondo fonti dei Nashi, il movimento giovanile filo putiniano e di supporto al ‘tandem'"