di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Si è in presenza di un disegno di Legge “aperto” sul tema del mercato del lavoro. É, pertanto, positivo il fatto che si sia rinunciato a percorrere la strada traumatica del Decreto Legge. La prudenza, in questo caso, rappresenta un passaggio obbligato. É, quindi, rinnovato un importante settore dell’economia, esigenza avvertita e condivisa dalle parti in campo.
Il centro del problema non è, tuttavia, come sembra e come già abbiamo scritto, la riscrittura dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. La cosiddetta “flessibilità in uscita” non può essere lasciata all'arbitrio delle imprese che certificano la fine economica di una azienda, e sarà opportuno che il Parlamento intervenga su questo delicato aspetto
Suggeriremmo la limitazione a questa modifica. Non è certo un Parlamento di impresentabili e delegittimato nei fatti ad avere titolo nel caso di materie la cui importanza è notevole per il destino della Nazione. La levata di scudi, con accenti vari, dei partiti oggi presenti nelle sedi istituzionali ha, purtroppo, un unico comune denominatore: la scadenza delle elezioni amministrative di Maggio. Accanto a questo, la posizione assunta in materia dal Capo dello Stato ha concretamente ricordato ai competitori che nell'attuale, per propria disavventura insieme?sostengono il governo Monti, che non esistono alternative. Il Presidente del Consiglio, del resto, è stato, in questo senso, inequivocabile. Lo sfondo della questione è però un altro ancora.
La riforma del mercato del lavoro non crea di per sè nuova occupazione. Il Governo ha finora agito in termini di rigore di bilancio. I cittadini hanno, loro malgrado, risposto a questa sollecitazione, nonostante il concetto di equità sia sostanzialmente rimasto a livello di intenzione. L’imperativo è invece la crescita.
E qui il castello rischia di crollare miseramente. É, infatti, assente il ruolo delle imprese. Quest’ultime, tramite la loro principale associazione si sono limitate ad esprimere una lunga serie di richieste, tenendo sotto traccia l’argomento della riforma del mercato del lavoro, fatta eccezione per il clamore conferito al concetto di licenziabilità, perfettamente in linea con la “new philosophy” di Sergio Marchionne che, in realtà, è più vicina alla Corea del Nord per impronta decisionista, che ad una evoluzione postmoderna.
Può essere che invece la crescita economica passi attraverso due dogmi: ricerca e sviluppo ed innovazione di prodotto. Giunge intanto notizia che i tre principali partiti politici hanno raggiunto un accordo su riforme istituzionali e legge elettorale. Per essere un argomento sul tavolo della politica da circa quindici anni, meglio tardi che mai.
La paura fa novanta!!!
ANDREA G. STORTI
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Segnaliamo questa importante iniziativa su scala nazionale programmata per VENERDI' 23 MARZO 2012
IL TESTO DELL’APPELLO DA SOTTOSCRIVERE per la GIORNATA DI ATTENZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA
http://www.urlodellascuola.it/
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Giovedì scorso si è tenuto l’incontro tra il Presidente del Consiglio Mario Monti ed i principali esponenti della coalizione dei partiti che sostengono l’attuale governo.
Il paradosso sta nella condizione che nella realtà egli abbia ricevuto dei fantasmi. I principali partiti e con essi l’attuale classe dirigente politica sono, infatti, i protagonisti principali?di una performance cinematografica ormai giunta ai titoli di coda. Qual’è l’esito di questa imbarazzante situazione?
Guardando ai principali temi oggetto dell’attuale confronto non sfugge ad alcuno l’effettiva urgenza di avvio a soluzione. La riforma del lavoro è una emergenza non eludibile. Sorprende, invece, la stucchevole contesa sui possibili interventi intorno all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che non è certo “il problema”. Ancora oggi rappresenta, per chi scrive, una conquista di civiltà. Se, tuttavia, si manifesta la volontà di conferire ad esso un valore simbolico da intaccare, è evidente che sorgono dei problemi. Altra delicata questione è la riforma della giustizia, impossibile finché su di essa graverà l’ombra, pesante ed irrequieta, del Presidente del P.d.L., On. Silvio Berlusconi. Ecco allora l’intervento , insufficiente, sulla condizione carceraria che viene di fatto dilazionato nel tempo. Si impone, peraltro, una efficace azione di contrasto al fenomeno della corruzione a tutti i livelli, stante la sua gravità. Pare essere convinzione comune alle rappresentanze politiche la necessità di un nuovo intervento legislativo teso, sostanzialmente, a rendere più pesante la configurazione dei reati e le relative conseguenze penali.
Per contro la corruzione si arricchisce, giorno dopo giorno, di nuovi episodi che hanno coinvolto le diverse forze politiche. Un sistema che ha dimostrato e dimostra di non essere in grado di autoriformarsi può decretare in forma autolesionistica la propria fine anticipata?
É ragionevole pensare che sulla riforma del lavoro interverrà un accordo. É importante che esso non rappresenti una scelta al ribasso ed in questo caso pare inappuntabile la presa di posizione di Confindustria. Già il Decreto sulle liberalizzazioni ha perso per strada molta della sua carica riformatrice.Un ulteriore scacco potrebbe avere conseguenze imprevedibili. La riforma del sistema radiotelevisivo, vista la situazione più generale, può attendere.
ANDREA G. STORTI
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Il cerchio si chiude. Le vicende politiche nazionali di quest’ultima settimana ci consegnano un protagonista assoluto: il partito del Popolo della Libertà. Quarantasei parlamentari di questa formazione chiedono che venga avviata la procedura per la richiesta di dimissioni del Ministro per la cooperazione e l’integrazione Andrea Riccardi. Quest’ultimo, in un fuori onda televisivo, avrebbe apostrofato come “schifoso” l’atteggiamento tenuto dagli esponenti del “Popolo della Libertà”, il cui segretario nazionale ha deciso di non partecipare ad un vertice con il Presidente del Consiglio Mario Monti ed i suoi omologhi di partito, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini, che oggi rappresentano la maggioranza politica che sostiene il governo. Non è, tuttavia, come potrebbe sembrare, una questione di buona educazione. Non era gradita la prospettiva che in questo incontro venissero trattati vari temi all'ordine del giorno dell’agenda politica: un giro d’orizzonte si direbbe in gergo. Si sarebbe dovuto approfondire, per esempio, il tema della riforma della giustizia, motivo conduttore della politica dell’ex Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, emergenza effettiva per quanto concerne la condizione carceraria, non così dirimente per quanto invece riguarda il suo impianto complessivo, a meno che non lo si voglia smantellare per piegarlo ai personali interessi, com’è sempre stato negli intendimenti dell’On. Berlusconi.
Non ho particolare trasporto per il Ministro Riccardi, esponente cattolico che rappresenta all'interno del governo Monti quest’anima nel suo carattere neo conservatore, ma ne approvo la definizione della politica che egli, nell'occasione, ha espresso. Del resto, il tentativo di “impeachment” naufraga miseramente dopo qualche giorno a conferma, fortunatamente, della impresentabilità di certa politica.
Il partito del Popolo della Libertà si muove ormai come un pugile suonato.
Oggi, ha forse ritenuto di aprire la campagna elettorale, profetizzando. per voce del suo segretario, l’ipotesi che una prevalenza della sinistra porti nel breve volgere del tempo a nozze gay e coppie di fatto. Si torna ad agitare il vessillo della famiglia tradizionale (tanto caro all’U.d.C.). Non prendo, per il momento, posizione circa la possibilità che due uomini o donne possano contrarre matrimonio. Mi limito a considerare che essere gay rappresenta una scelta affettiva e personale, non una malattia. Che siano rese legali al pari dell’unione matrimoniale le coppie di fatto è, semplicemente, una battaglia di civiltà da perseguire.
L’intervento pubblico del segretario del P.d.L. si è poi incentrato sull'emergenza della questione lavoro. Dopo più di due anni in cui il precedente governo ha totalmente ignorato il tema e la sua priorità.
Le fila dei disoccupati, soprattutto giovani, sono divenute, nel frattempo, molto lunghe ed avranno conseguenza per molti anni.
É necessario un rovesciamento, prima di tutto, culturale. Ma il tempo è galantuomo.
ANDREA G. STORTI
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
A TUTTE LE DONNE
Per voi,
che ogni giorno, pazientemente, costruite la vostra affermazione sociale con assoluta dignità
al sogno di una parità di genere pienamente realizzata
l’augurio di sempre nuovi, intensi traguardi.
di Andrea G. Storti | Documenti, Europa, Evidenza, Italia
Recentemente (22.1.2012 Partito Democratico: rischio deriva) scrivevamo della assoluta necessità di riforma dei partiti su base nazionale, pena la loro stessa sopravvivenza. Siamo costretti a tornare sull'argomento dopo aver letto sui maggiori quotidiani italiani alcune notizie che sembrano provenire dal mondo della fantascienza.
Il dibattito sui partiti politici in Italia registra, infatti, tra le recenti prese di posizione quella di Michele Emiliano, sindaco di Bari, presidente del Partito Democratico della Puglia, già Coordinatore dei Sindaci delle Città Metropolitane, esponente di rilievo del Partito Democratico nazionale. Sembra farsi strada all'interno della formazione politica la proposta di presentare alla scadenza della legislatura, per le prossime elezioni del 2013 una sorta di lista civica nazionale che raccolga al proprio interno autorevoli candidature provenienti, essenzialmente, dalle compagini dei partiti uscenti.
Ora, chi scrive non sostiene certo il ritorno a barriere di tipo ideologico: è mia convinzione che l’abbandono degli schematismi del passato anche recente, consenta di meglio interpretare una società complessa fondata sulla cancellazione dei confini economici.
Emerge, peraltro, in tutta la sua evidenza lo stato di profonda crisi dei partiti: i due principali si distinguono per una mancanza o pochezza propositiva anche a livello programmatico, alla quale si accompagna l’oggettiva incapacità di selezione dei quadri e gruppi dirigenti, in un coacervo di improbabili soluzioni, sospese tra primarie interne e di coalizione non molto riuscite. Le rispettive leadership paiono incerte ad affrontano giorno dopo giorno difficoltà strutturali di sintesi politica.
Sarebbe, tuttavia, un errore pensare ad una loro intrinseca debolezza. Certamente non hanno quasi più appeal nell'opinione pubblica, ma godono di disponibilità finanziarie notevoli e reti di relazioni, di strutture, di personale, ancorché ridotto. Le risorse materiali consentono loro di incunearsi nella società civile e di mantenere una posizione centrale.
A fronte di ciò sono lontanissimi dal cogliere l’opportunità di autoriformarsi, preferendo inseguire i bizantinismi di sempre. Ecco perchè una simile spirale è destinata ad avillupparsi su se stessa generando ripetutamente, con istinto di conservazione, velleità del tipo “costruiamo una lista civica nazionale comune”, confondendosi e provocando confusione nei già attoniti potenziali elettori. Quest’ultima può rappresentare anche una delle ragioni del successo di Mario Monti. Egli ha, purtroppo in questo caso, relegato all’oblio il pesante, disastroso fardello del precedente governo di Silvio Berlusconi. Le prime segnalate difficoltà nella modifica dell’attuale,impresentabile legge elettorale inducono, peraltro, a ritenere possibile una collisione partitica definitiva. Di ciò potrebbero,invece, rivelarsi molto capaci.
ANDREA G. STORTI